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Feb 25, 2020 | NEWS

RAI Scuola | ACI Educazione stradale

Nell’ultimo Rapporto ACI-ISTAT sugli  incidenti stradali 2018, si registra, purtroppo, un aumento delle vittime delle categorie vulnerabili, in particolare tra i pedoni. La riduzione media annua del numero di vittime della strada in Italia, poi, pari a 2,6% nel periodo 2010-2018, è inferiore a quanto stimato per l’obiettivo europeo -ormai irraggiungibile- di dimezzare il numero di morti in incidenti stradali entro il 2020.

Interviene Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’Automobile Club d’Italia, in occasione dell’evento “Workshop Sicurezza stradale: azione ed iniziative di educazione stradale per i più giovani”, avvenuto presso la sede ACI di Roma il 6 febbraio 2020.

 

 “La sicurezza deve tornare ad essere una priorità, sono necessari, da subito, corsi di aggiornamento o di guida sicura riservati ai conducenti, in quanto, se da una parte l’età delle vittime è aumentata, dall’altra i giovani si confermano la categoria più a rischio”.

I dati 

Giovani 15/24 anni e anziani 70/74 prime vittime; bambini in diminuzione

Le fasce d’età più a rischio risultano i giovani tra 15 e 24 anni (413 morti: 12,4% del totale; 70,2 decessi per un milione di residenti) e gli anziani tra 70 e 74 anni (222 morti: 6,7% del totale; 78,4 decessi per un milione di residenti).

Per gli uomini si rilevano picchi in tre fasce d’età: 40-44 (200 morti), 20-24 (197), 55-59 (194). Per le donne frequenze maggiori per le età 70-84 (179).

Nel 2018 si sono registrate 9 vittime in meno tra i bambini 0-14 anni (34 rispetto ai 43 dell’anno precedente: -20,9%), ma siamo ancora lontani dall’obiettivo “vision zero” stabilito dal Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 2020.

Tra tutti i conducenti coinvolti in incidenti, è particolarmente alto il numero di quelli tra i 40 e i 49 anni (21%), seguiti dai giovani tra i 20 e i 29 anni (19%) ma si registrano proporzioni elevate anche tra i più anziani (8% con età 70 anni e più). Rispetto ai patentati la probabilità di essere coinvolti in un incidente è più elevata nei giovanissimi, mentre decresce a partire dai 25 anni

L’importanza dell’educazione stradale

In tale contesto risulta di primaria importanza promuovere l’educazione stradale soprattutto tra i più giovani e sono diversi i progetti avviati in Italia, che vedono la presenza di diversi attori istituzionali.

 

Il portale Edustrada del Miur

L’educazione stradale è una delle priorità su cui il Miur lavora per promuovere tra i giovani la cultura della sicurezza in strada. Edustrada è il progetto nazionale per l’educazione stradale nelle scuole, uno strumento operativo che utilizza metodologie nuove per aumentare il coinvolgimento degli studenti e dei docenti.

La piattaforma www.edustrada.it è uno spazio interattivo dedicato alle scuole, di ogni ordine e grado, per consentire l’adesione – previa registrazione – all’offerta formativa del Miur in tema di educazione stradale.
Il portale è stato avviato dalla Direzione generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione del Miur nel 2017, in collaborazione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la Polizia stradale, il Dipartimento di psicologia dell’università “Sapienza” di Roma,  la Federazione ciclistica italiana, la Federazione motociclistica italiana, l’Automobile club d’Italia, la Fondazione Ania. Il lavoro dei diversi partner punta a diffondere in tutti i cicli scolastici la cultura della sicurezza stradale, il rispetto delle norme e la mobilità sostenibile.

l progetto SICURAMENTE: Educazione alla mobilità sicura e sostenibile

Il progetto SicuraMente nasce da un’esperienza condivisa dal 2007 tra la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Ufficio Scolastico Regionale per il FVG per sensibilizzare tutti gli studenti della Regione ad un’educazione stradale attiva e consapevole. Scopo dell’iniziativa è quello di stimolare i giovani ad una riflessione responsabile e partecipata sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sicura e sostenibile –intesa come cultura del rispetto delle regole e degli altri– attraverso un confronto diretto con coetanei o con ragazzi più giovani che sfoci nell’acquisizione di abitudini comportamentali corrette.

De.Si.Re. – La città che vorrei

De.Si.Re. – La città che vorreiiniziativa di formazione sui temi della sicurezza stradale e della mobilità sostenibile, già realizzata a Roma nel 2019 in 14 Istituti della Scuola primaria: 4.300 gli alunni coinvolti per un totale di 2.000 ore di formazione. Il progetto è promosso da Roma Capitale e patrocinato dalla “Consulta Cittadina Sicurezza Stradale, Mobilità Dolce e Sostenibilità”, in collaborazione con l’Automobile Club Roma, la Federazione Ciclistica Italiana e la Polizia Locale di Roma Capitale. Quest’anno l’iniziativa è stata estesa anche agli alunni della Scuola secondaria di I grado. Il fine è quello di trasferire loro, sin da piccoli, la conoscenza e l’importanza delle regole da seguire sulla strada, insieme alla consapevolezza dei rischi e delle conseguenze che possono derivare da comportamenti errati e irresponsabili.

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