Page 97 - Imparare a vivere la strada
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imparare a fruire della strada assieme agli altricorretto e strutturato il significato dei diversi segnali e dei comportamenti adeguati che questi richiedevano.Dopo le spiegazioni lavorarono in gruppo coi piccoli per costruire tabelloni esplicativi, per realizzare giochi di simulazione e indovinelli e per effettuare verifiche in itinere.I piccoli a loro volta decisero di dimostrare quanto avevano appreso, illustrando, con bacchetta alla mano, i segnali che erano raffigurati sui pannelli ufficiali delle scuole guida. I ragazzini più grandi, sorpresi dall’impegno dimostrato dai bambini piccoli e meravi- gliati sia delle loro competenze iniziali sia del rapido ampliamento delle loro conoscenze,organizzarono anche una uscita nel paese, convinti che i piccoli avrebbero imparato le informazioni relative alla mobilità stradale molto più facilmente e in modo più duraturo se avessero visto i segnali in un ambiente reale piuttosto che sul libro. Ed eccoli i piccoli intenti a realizzare una sorta di mappa del tesoro, tracciando il percorso che stavano facendo per le strade del paese e collocando in esso i segnali che andavano via via incontrando.la realizzazione del mini-campusAlla fine di questo lungo e articolato percorso – volendo che i propri giovani “allievi” faces- sero una bella figura a una esercitazione ufficiale a livello provinciale – decisero di organiz- zare nel cortile della scuola un mini-campus, che doveva riprodurre una sezione di centro abitato percorribile da pedoni e automobili, in cui i piccoli avrebbero potuto esercitarsi (1).Ai ragazzi di quinta competeva ora un compito molto impegnativo, forse sottova- lutato nel momento della progettazione. Di fatto dovettero:• individuare e scegliere gli elementi che caratterizzano normalmente una zona cittadina (incroci di strade, passaggi pedonali, segnaletica orizzontale e verticale, direzioni obbligate dei flussi di traffico, ecc.);• inserire tutti questi elementi in una dimensione spaziale plausibile;• realizzare su larga scala il campus progettato sulla carta;• verificare e gestire la percorribilità completa in ogni settore del campus (Per andarelà, non puoi passare direttamente per questa strada! Vedi il cartello! Per arrivare làdevi prendere la bretella da sopra e scendere su questa strada in direzione contraria);• determinare le situazioni dinamiche (persone che attraversano i passaggi pedona- li, gestione del semaforo, transito di pedoni e automobili, passaggio dello scuola-bus) da inserire lungo il percorso;• individuare i comportamenti corretti e le possibili trasgressioni da ravvisare durantel’esecuzione del percorso e determinare la valutazione.(1) La proposta si potrebbe configurare come un primo passo per l’attuazione del Programma “Città amiche dei bambini” promosso dall’Unicef.95


































































































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