Page 96 - Imparare a vivere la strada
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considerazioni di partenzaI bambini e i ragazzi che vivono in piccoli centri sono avvantaggiati – rispetto a quelli che vivono in grandi città – in quanto riescono a costruirsi abbastanza presto una rappresentazione mentale sufficientemente precisa e organica dello spazio in cui vivono e grazie a questa conoscenza imparano anche a spostarsi in essa in modo autonomo, a piedi o in bicicletta.È opportuno in questa situazione particolare di precoce autonomia di movimento – in un discorso più ampio di educazione alla cittadinanza attiva – non limitarsi arichiamare l’attenzione dei ragazzi solo o prevalentemente sui pericoli presen- ti sulla strada e sui comportamenti tendenti ad evitarli. Proprio per la duplice esperienza d’uso della strada – pedone e ciclista – frequente in questi bambini, è possibile sollecitarli a cogliere la complementarietà dei comportamenti di questi due utenti (pedone / ciclista) e via via di altri diversi fruitori della strada (motocicli- sta / automobilista / autista di autobus), individuando i diritti e i doveri di ciascuno e i comportamenti attivi e partecipati che questa consapevolezza comporta.2.8e alla fine una mattinata al mini-campus94I.C. di Faedis – (UD)Scuola Primaria Dante Alighieridi Faedis classe tutor: V (25 alunni)classe partner: I (15 alunni)Insegnanti: Marisa Comelli, Daniela Bonora, Daniela Candoni, Daniela Foraboscola progettazione e la preparazione durante tutto l’annoLe insegnanti di una quinta classe – trovandosi a ope- rare in un comune di dimensioni ridotte – pensarono di far riflettere i loro ragazzi su questi aspetti (pericoli della strada, comportamenti idonei, compresenza di diversi fruitori della strada) con una metodologia indi- retta: proposero loro di diventare gli istruttori di una speciale scuola di mobilità sicura rivolta ai bambini diprima classe. Il progetto si articolò in diversi incontri e iniziative durante tutto l’anno scolastico. I ragazzi, quando accettarono, pensavano di possedere molte conoscenze sulle regole della strada, ma poi si ritrovarono a dover consultare dei libri sull’educa- zione stradale per poter realizzare degli incontri informativi in cui insegnare in modo


































































































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