Page 73 - Imparare a vivere la strada
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imparare a fruire della strada assieme agli altrila progettazione, la preparazione e la realizzazioneI bambini infatti, rientrati a scuola, iniziano la costruzione di un plastico che riproduce il centro di Attimis. identificano gli edifici più importanti (le scuole primaria e dell’infanzia, il museo, il municipio, il bar, la posta, la banca, la panetteria), individuano le strade principali e secondarie e il loro intersecarsi, il torrente Malina, il ponte, gli spiazzi e su questo reticolo collocano gli edifici.Ora i bambini sono invitati a prendere nota e osservare i segnali stradali che incon- trano su queste strade. La sorpresa sicuramente è quella di trovarne tanti (sicuramente più di quelli previsti) e molto diversi. A questo punto non solo è possibile descrivere nel modo classico i diversi segnali stradali (orizzontali e verticali, significato delle forme diverse, ecc.), ma si può cogliere assieme ai bambini le caratteristiche del sito specifico in cui il segnale è collocato (all’incrocio troviamo le strisce pedonali, lo stop, il segnale indicatore di direzione o di località, nello spiazzo il segnale di parcheggio o di fermata dell’autobus, in centro il segnale di limite di velocità), si può distinguere a chi si rivolge quel segnale (pedone, ciclista, automobilista), si può dedurre il significato del segnale in funzione della sicurezza e del comportamento idoneo da instaurare.Certo che in questo modo i bambini di prima non hanno appreso la segnaletica in modo impersonale e astratto, come se ogni segnale fosse l’indicatore di una regola arbitraria, ma hanno compreso il significato di ciascun segnale assieme alla sua fun- zione e al comportamento idoneo che ne consegue.Ma questi bambini hanno fatto un ulteriore passo avanti: in un discorso di continu- ità tra la scuola dell’infanzia e la scuola primaria hanno accolto i bambini grandi della vicina scuola dell’infanzia ed – aiutati dall’insegnante – hanno presentato ai piccoli il loro plastico e hanno descritto loro il percorso che hanno fatto per andare dai vigili.Lo scopo dichiarato però voleva essere quello di far capire ai piccoli che la strada è pericolosa, ma che, con un comportamento rispettoso delle regole, può diventare sicura (1). Ecco allora che un bambino, muovendo una bambolina nel plastico, descrive il luogo e il percorso. I piccoli, assieme ad alcuni tutor grandi, accompagnano in un certo senso la bambolina nel suo percorso, assumendo la stessa posizione della bambola a seconda dei suoi cambiamenti di direzione.Durante l’andata, di volta in volta un compagno interviene per spiegare il segnale in cui ci si è imbattuti e il comportamento che il pedone o l’automobilista devono assumere. Al ritorno viene introdotta una variazione interessante: un bambino alla volta inserisce nel plastico un nuovo segnale, spiegando perché si trova collocato proprio in quel posto.(1) La proposta si potrebbe configurare come un primo passo per l’attuazione del Programma “Città amiche dei bambini” promosso dall’Unicef.71


































































































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