Page 63 - Imparare a vivere la strada
P. 63

Ma non si poteva ridurre tutto a un gioco di memoria e allora decisero che:• prima del gioco avrebbero spiegato ai bambini il significato dei diversi segnali(intanto dovevano ripeterli bene loro per non sbagliare coi piccoli);• durante il gioco non bastava trovare la coppia identica, ma, per guadagnare il pun-to, era necessario riconoscere e spiegare il segnale e individuare i comportamenti relativi, suggeriti, imposti o vietati. Così avrebbero verificato se i piccoli avevano ascoltato e avevano imparato.Certo che il lavoro più grosso fu quello di mettersi d’accordo per arrivare alla pre-disposizione di un gioco del memory unico, uguale per tutti, ma questo fu un ulteriore momento di approfondimento e di arricchimento.I piccoli a loro volta, avuto a disposizione il materiale, si esercitarono per conto loro in classe e alla fine si incontrarono a piccoli gruppi coi i bimbi grandi della scuola dell’infanzia – in un processo di continuità didattica – e giocarono assieme: quando i piccoli formavano la coppia loro spiegavano segnale e atteggiamento da tenere.considerazioni di partenzaDopo questa prima esperienza pilota di tutoring e peer education, si decise – l’anno scolastico successivo – di introdurre nel progetto generale di educazione stradale della scuola, in modo sistematico, stabile e routinario, la predisposizione da parte dei bambini di quarta del materiale ludico-didattico da utilizzare in un incontro da gestire e realizzare con i bambini più piccoli di prima classe (4).I LP R O G E T T Oquarta classerielaborano informazioni e conoscenzetrasmettonogiocano assiemeprima classe(4) Questa esperienza di tutoring e peer education, inserita all’interno del progetto della Scuola F. Dardi (TS), è stata intitolata Impariamo, giocando, le regole della strada.giocare con regole e segnali stradaliprogettano e predispongono giochi materiali e regole61


































































































   61   62   63   64   65