Page 38 - Imparare a vivere la strada
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con la fisica – portò gradualmente alla presa di coscienza del fatto che gli interventi si indirizzavano in modi diversi a fornire ai bambini e ai ragazzi delle competenze co- noscitive, comportamentali, riflessive che si delineavano – in funzione del differente uso della strada – attorno ai ruoli diversi che si possono assumere nella fruizione sicura della strada (pedone, passeggero, ciclista, ciclomotorista) e che si manifestano nell’acquisizione di forme diverse di autonomia progressiva.Stavamo intravvedendo una nuova dimensione: avremmo potuto operare per com- petenze collegate ai diversi ruoli che il bambino impara progressivamente ad assumere nell’uso e nella mobilità sicura sulla strada, in funzione di un protagonismo partecipato e consapevole.Sarebbe risultato più opportuno o funzionale progettare e ag-glomerare le diverse esperienze attorno ad alcune piste espe-rienziali, delineate in funzione del differente uso della strada(pedone, passeggero, ciclista) e delle diverse competenze daacquisire. Dovevamo dunque in primo luogo predisporre unostrumento nuovo, graduale e progressivo di competenze, qualequadro generale di coordinate entro cui poter predisporre i propri interventi. Per co- struire questo strumento ci consultammo con gli agenti della Polizia Locale di Trieste e con altri esperti della mobilità locale e regionale. Assieme predisponemmo 5 piste esperienziali che indicavano rispettivamente i comportamenti essenziali che debbonole 5 pistedel nostro percorsoil diploma delpedone prudentela carta di circolazione delpasseggero sicuroil foglio rosa delneo-ciclista attento l’attestato del ciclista espertoil patentino del per i docenticiclomotorista autonomovenir acquisiti dal pedone, dal passeggero, dal neo- ciclista e dal ciclista, dal ciclomotorista.La competenza relativa a ogni ruolo veniva sinte- tizzata in una specifica qualità: il pedone prudente, il passeggero sicuro, il neo-ciclista attento, il ciclista esperto, il ciclomotorista autonomo. Certo le piste si limitavano a individuare e indicare astrattamente i comportamenti nodali da far acquisire ai bambini e ai ragazzi. L’obiettivo dell’insegnante invece era quello di passare all’individuazione dei comporta- menti concreti, quelli che mettono in atto i bambini e i ragazzi nella loro quotidianità, quelli che di fatto loro riescono a capire e realizzare.educazione stradale e...piste esperienzialiLa voce dei bambini la ritroveremo nelle riflessioni finali, nelle note Abbiamo imparato che ...Materiali consultabili sul DVDPosso consultare• TUTORING–Presentazioneutilizzatadurantegliincontriinformativirivoltiagliinsegnanti36


































































































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