Page 34 - Imparare a vivere la strada
P. 34

autonomamente e contestualmente comportamenti efficaci e corretti, adeguati alla situazione concreta (saper essere).Per aiutare il ragazzo e il bambino a considerare le proprie conoscenze e abilità – primo passo verso la consapevolezza comportamentale – e per farlo riflettere sull’im- portanza della scelta personale e sulla coerenza/incoerenza tra le conoscenze apprese e i comportamenti effettivamente compiuti si decise di introdurre sperimentalmente una modifica metodologica: i ragazzi più grandi non avrebbero semplicemente impa- rato attraverso dei laboratori, ma avrebbero dovuto trasmettere le loro conoscenze ad altri ragazzini più giovani.I ragazzi, per poter insegnare ai più piccoli anche regole e comportamenti semplici, devono svolgere un interessante percorso di ricerca-azione che prevede:• momenti di formazione e riflessione in cui assieme a insegnanti ed esperti ripren- dono e approfondiscono tematiche direttamente o indirettamente correlate con l’educazione stradale e in questa situazione non si limitano ad assimilare e imma- gazzinare conoscenze, ma valutano costantemente la propria comprensione e co- noscenza (per spiegare bene devono aver capito bene) e spesso scoprono di dover approfondire conoscenze che prima ritenevano esaurienti e complete;• momenti di progettazione (peer education) in cui assiemescelgono contenuti, predispongono materiali e situazioni daproporre a ragazzi più giovani, in cui valutano nuovamente leproprie conoscenze, ne individuano quelle più importanti edessenziali, ne evidenziano i legami logici: affrontano situazioniproblematiche e trovano soluzioni comuni (riflessione sulleconoscenze). Una esperienza così proposta risulta sicuramente motivante in quanto i ragazzi non si sentono costretti all’esecuzione di un compito routinario che attende una sola risposta, ma si confrontano con un compito aperto, dove sono loro che scelgono che cosa trasmettere e individuano soluzioni per esporlo. Ma le proposte che preparano per i piccoli li portano a riflettere, anche se non in modo esplicito, sulla coerenza o meno del proprio comportamento (predicar bene e razzolar male);32• momenti laboratoriali (tutoring) in cui interagiscono con i bambini e i ragazzini più piccoli e propongono loro le soluzioni nelle forme che ritengono ottimali (riflessione sulle abilità) sperimentando direttamente una condivisione di concetti e di comportamenti (riflessione sui comportamenti).educazione stradale e...esperienze di tutoringL’esperienza risulta molto proficua anche per i ragazzi più piccoli (tutee) in quan- to acquisiscono contenuti e comportamenti che vengono loro proposti da modellieducazione stradale e...peer education


































































































   32   33   34   35   36