Page 31 - Imparare a vivere la strada
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alcuni approfondimentistoria della favola di Pollicino. Il percorso dell’autobus nella mappa cittadina o di una gita sulla carta geografica sono la sede di rappresentazione della traiettoria e dei vettori posizione e spostamento, in cui si pone in evidenza il confronto tra traiettoria e spostamento. Affrontare lo studio dei moti in almeno due dimensioni è una scelta d’impostazione per superare il pericoloso riduzionismo in termini scalari dei moti in una dimensione, che permette di consolidare il ruolo dei sistemi di riferimento nello studio del moto e consente di comprendere sia la natura vettoriale delle grandezze del moto sia il principio di composizione/scomposizione dei moti, su cui la fisica fonda l’analisi scientifica del moto.L’introduzione della variabile tempo permette di passare da una rappresentazione puramente geometrica a una cinematica del moto. Il tempo ha un’area propria, che può diventare un percorso e che trova nel contesto dell’educazione alla sicurezza un approfon- dimento nella misura del tempo di risposta umano in varie condizioni. Con il marcatempo si studia il moto sul piano inclinato, si costruisce il diagramma orario e si coglie la velocità come pendenza del grafico ottenuto, oltre che impararne a costruire il grafico nel tempo (mediante gli spostamenti effettuati a ogni tic, tagliando la striscia a ogni puntino).La natura relativa delle traiettorie rispetto a sistemi di riferimento in moto è eviden- ziata, considerando il moto della valvola della ruota di bicicletta rispetto al sistema di riferimento del ciclista e quello solidale con la terra, osservando il rimbalzo di una pallina su un treno in moto rispetto al sistema del treno e quello di terra e considerando moti uniformi tra loro ortogonali.Nell’ambito dello studio del moto e degli aspetti percettivi correlati sono state pro- poste anche esperienze sullo studio sperimentale del tempo di reazione e il tempo di frenata, giochi che consentono di trattare operativamente il concetto di distanza di sicurezza, distanza di frenata, distanza visuale d’arresto, distanza visuale di decisione, riconoscendone anche i modelli che li possono descrivere.gli urtiIspirata all’idea di forza come interazione, la proposta è finalizzata al riconoscimento del ruolo della quantità di moto negli urti. Si basa su semplici esperimenti realizzati con un modellino di macchina costruita con mattoncini Lego, opportunamente pro- gettata per sopportare impatti relativamente deboli e distruggersi in urti facilmente realizzabili in laboratorio. Si fa scendere la macchinina da un punto prefissato lungo un piano inclinato, di cui si può facilmente variare l’inclinazione (5). La strategia con-(5) Si utilizzano sensori per monitorare la velocità, e la forza impulsiva che si sviluppa nell’impatto della macchina su un ostacolo fermo.29


































































































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