Page 27 - Imparare a vivere la strada
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alcuni approfondimentiCaccia al tesoro nel rione. Con questa attività ci si propone uncambio di prospettiva: l’ambiente da sfondo indifferenziato delleproprie attività quotidiane deve diventare figura da osservaree analizzare attentamente, per coglierne le molte funzionalitàche rispondono a bisogni propri e altrui. I bambini o ragazzi sonoinvitati a girare per il rione (o paese) divisi in gruppi e a racco-gliere informazioni differenziate relative a vari aspetti: ambientale, storico, economico, sociale, di viabilità e traffico. In questo modo i segnali e i comportamenti sulla strada vengono contestualizzati nella realtà: viabilità e traffico sono aspetti caratterizzan- ti il territorio alla stregua degli altri, presi in considerazione e messi in discussione dai bambini senza forzature innaturali: in questo modo l’educazione stradale entra nell’ottica più generale del vivere la città come patrimonio esperienziale comune.Il percorso casa-scuola. Si possono proporre alcune in- chieste tra compagni di classe. La domanda Come vai a scuola? ci permette di evidenziare la conoscenza diversa dello stesso territorio in relazione alle diverse prospet- tive: il bambino-pedone localizza incroci e strisce pedo- nali, il bambino-ciclista segnali stradali e flussi di traffico. La domanda Con chi vai a scuola? evidenzia le diverse responsabilità nel muoversi sulla strada di chi è accom-pagnato, arriva a scuola da solo o con amici, avendo la responsabilità di fratelli minori. Si può procedere con la descrizione e rappresentazione del percorso (3) o chiedendo di descrivere il comportamento tenuto con la domanda Fai qualche imprudenza? Alla fine di questo percorso colpisce la schiettezza con cui ora bambini e ragazzi si confidano: in questo caso risulta possibile non solo favorire l’individuazione di comportamenti corretti nell’utilizzo della strada e rispettosi delle esigenze altrui, ma soprattutto risulta oppor- tuno ed efficace avviare una riflessione sulle cause che provocano il mancato rispetto delle norme stesse e arrivare quindi all’interiorizzazione di comportamenti idonei. Osservare e sentire il traffico. Invitiamo due ragazzini a descrivere quanto accade fuori dalla scuola: uno dei due guarda fuori dalla finestra e l’altro ascolta i rumori che giungono dalla strada. Le due descrizioni risultano alla fine in buona parte diverse e complementari. Una esperienza di questo genere permette al ragazzino di capire che deve imparare a osservare e raccogliere informazioni sulla realtà che lo circonda con una partecipazione sensoriale composita: quando si muove in strada non si muove solo all’interno dello spa- zio percepito visivo, ma esiste anche uno spazio percepito sonoro che integra il primo.(3) Sivedanolenotesullostudiodelmotonelparagrafosuccessivo.educazione stradale e...conoscenza del territorio25


































































































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